Dal Lago della Ninfa alla vetta del Cimone

La salita classica alla cima più alta dell'Appennino settentrionale: praterie d'alta quota, marmotte, la fontana Bedini e un panorama che nei giorni limpidi arriva al mare.

Praterie d'alta quota sulle pendici del Monte Cimone, con le creste dell'Appennino e il cielo nuvoloso

Foto: Daniel Mietchen, CC0, via Wikimedia Commons

È il modo più conosciuto per salire sul Cimone a piedi. Si parte dal Lago della Ninfa, a circa 1500 metri, e si prende il sentiero comunale 13 bis, dedicato a Pio Serafini, che sale nel bosco e poi esce sui pascoli d’alta quota. A 1632 metri si incontra la fontana Bedini, con acqua fresca da bere; più in alto il paesaggio si apre sulle praterie, dove non è raro vedere le marmotte, e salendo compare anche il Lago di Terzo.

Si continua sul sentiero 441 e sulla variante 441A per l’ultimo tratto, ripido e attrezzato con gradini, fino alla vetta a 2165 metri, con la stazione dell’Aeronautica Militare, l’osservatorio del CNR e la cappella del 1908. Nelle giornate limpide il panorama spazia dalle Alpi all’Adriatico e al Tirreno.

Per scendere si può prendere il sentiero 449, il «Sentiero dell’Atmosfera», e piegare verso il Lago dei Bagni per chiudere il giro, tornando poi al lago di partenza sullo stesso percorso dell’andata. La salita è esposta al vento e al sole: servono scarponi, acqua e una giacca, anche d’estate.

Mappa e altimetria del percorso

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