Il Maggio delle Ragazze è una delle feste di primavera più antiche dell’Appennino. A Riolunato se ne trovano tracce già nel 1660; riscoperta all’inizio del Novecento, da allora si ripete ogni tre anni nel centro storico del paese, per salutare il ritorno della bella stagione e augurare salute e buoni raccolti.
Tutto comincia nella notte tra il 30 aprile e il 1° maggio. I giovani del paese, i maggiolanti, girano per le vie alla luce di torce e lanterne, con chitarre, violini e mandolini, e si fermano davanti alle case a cantare un saluto: ogni famiglia riceve la sua strofa, scritta apposta. Sotto la finestra di una ragazza si canta l’«ambasciata d’amore»: se si accende una luce la serenata è gradita, se la finestra resta buia no. Si canta fino al mattino, e le famiglie ricambiano con qualcosa da mangiare e un caffè.
La seconda parte della festa è la seconda domenica di maggio: le famiglie portano doni ai maggiolanti, nel pomeriggio un corteo attraversa le piazze addobbate fino al sagrato della chiesa, dove si cantano e si ballano i brani della tradizione, e con i doni raccolti si prepara una cena di crescentine e gnocco fritto. Da qualche edizione alla festa partecipano anche musicisti delle isole Fær Øer, legati a Riolunato da una lunga amicizia.
L’ultima edizione si è svolta nel 2025: se il ritmo triennale sarà rispettato, la prossima sarà nella primavera del 2028.